Recensioni

da “Cronache d’Arte” di Maria Fagnani

Sensibile artista Nicola D’Ambrosio, da vario tempo si fa notare per le sue armoniose composizioni pittoriche. Arte, la sua, nata forse da un’imprescindibile necessità di raccontare le sue emozioni poetiche, provate a cospetto della Natura. Sebbene abbia frequentato alcuni corsi d’arte, la sua formazione si deve maggiormente alla sua autentica ed innata passione che gli cantava in cuore fin da adolescente.
Piuttosto riservato, sicuramente anche per il quotidiano impatto col nostro mondo materialista, è altrettanto animato da quel suo bisogno di rendere in immagini le visioni che lo hanno affascinato. Alla sua pittura, improntata prima al chiarismo e poi ad un lirico impressionismo, si potrebbe riferire la famosa frase di Cézanne: “prima sentire, poi dipingere”.

Di origine abruzzese – è nato a Vasto (Chieti) – si è fatto poi, per necessità di vita, comasco, ma dalla sua terra ha portato i colori, le tonalità dolci e, al contempo, aggressive. Ci sono certi felici scorci di quei luoghi: dai pergolati agli ulivi, dai cortili alle marine, resi in visione serena e gioiosa, pieni di sole, quasi vibranti ancora di calura.

Il D’Ambrosio è uno dei pochi pittori che oggigiorno ama dipingere “en plein air”: lo si può infatti incontrare con i suoi arnesi davanti ad un cascinale o in qualche angolo di periferia. Certamente anche questa esperienza di pittura “dal vivo” ha contribuito ad accrescerne la capacità tecnica ed espressiva, permettendogli di infondere nelle opere la carica emotiva del momento: è proprio il sentimento autentico la forza di questa pittura, che ci riconcilia con l’arte figurativa. I suoi paesaggi con gli ulivi degli Abruzzi, resi con preziose pennellate, chiazze festose di colore, armonia di accostamenti, senso di vita, di respiro e immediatezza, così come le sue marine, sveltite nella composizione, sono gradevoli nelle tonalità, con gli scafi che sembrano prendere vita e i capanni che si drizzano tra sabbia e cielo in un’apoteosi di luce e di colore.

Non meno importante l’attività di ritrattista: volti eseguiti ad olio o a carboncino resi con un’espressività tale da lasciare trasparire pienamente la personalità del soggetto.

Quando nel 1974 iniziò a cimentarsi in concorsi e mostre, i consensi del pubblico e delle giurie furono immediati: sue opere figurano in collezioni private di varie città italiane ed estere.

L’assioma di oggi e di sempre: “artisti si nasce”, pare adeguarsi mirabilmente a Nicola D’Ambrosio.

Maria Fagnani


da “La suggestione cromatica di Nicola D’Ambrosio” di Giuseppe Catania

Recensione della mostra personale svoltasi a Vasto (CH) – agosto 2000

Nicola D’Ambrosio, vastese, ma attivo nel comasco, pittore figurativo, corroborato da un’intensa ricerca formale, ha voluto dedicare alla sua città natale una mostra di opere sottolineata da una dedica emblematica: “Vasto, il suo mare, i suoi colori”.
Le sale di Palazzo Mattioli hanno aperto a una rassegna ricca di impulsi cromatici stupendi, con visioni paesaggistiche della città adriatica, con le ampie distese delle spiagge contrassegnate da frastagliate scogliere.
L’impronta personale di Nicola D’Ambrosio è quella luminosità che riesce a far “piovere” dall’alto per accrescere quel senso di serenità ambientale che è propria di questa terra abbacinata dalla naturale effervescenza dei suoi cieli tersi; oppure alcuni angoli dell’agro vastese con i tipici casali ancora pieni di vita bucolica fra verdeggiante vegetazione.

Nell’ispirazione del paesaggio, egli trova spunti formali di grande rilievo, affidando, al contempo, al cromatismo puro e di raffinata implicazione in cui si riflettono valori emblematici quanto mai rilevanti, specie quando la visione dell’insieme appare come rischiarata da una luce filtrata dallo spazio, fino a riflettersi sulla rappresentazione compositiva.
Quella di Nicola D’Ambrosio possiamo considerarla una figurazione nuova, che presuppone una rivalutazione della materia cromatica, accostata ad una netta impronta naturalistica, che si avvale dell’impiego prevalentemente di elementi grafici su cui sono applicate stesure di ampie superfici colorate, specie nelle marine, che si distinguono per la freschezza gestuale, che è soprattutto, trasparenza del suo carattere incline a rappresentare la visione limpida del creato.

Tali prerogative lo conducono a realizzare impianti compositivi di tonalità pregevoli e profondamente legati alla cultura pittorica classica, però ancorata alla istantanea ispirazione, al gesto e al gusto creativo, capace di suscitare agli altri, sensazioni di serenità e di gioia.

Nicola D’Ambrosio, peraltro acuto e sensibile ritrattista, riesce ad esprimere i suoi sentimenti attraverso ritmi e tonalità attinti ai modelli della natura ed interpretati con un fascino tutto particolare, in un susseguirsi di riflessi che combaciano mirabilmente con i propri sentimenti e che poi costituiscono il complesso della realtà interiore, quasi che l’uomo-pittore sia parte del tutto organico della natura.

E questo mi sembra sia l’elemento espressivo di Nicola D’Ambrosio, un artista mirato ad ottenere effetti di suggestività, con le risorse tonali di cui è in possesso e che lo conducono felicemente a usare i colori con impulsi creativi tendenti a realizzare la purezza dell’espressione pittorica.

Giuseppe Catania